PICCOLO MONDO VERDIANO
Redazione SCENARIO
Eccoci in pieno paesaggio verdiano: quello grigio e triste della prima infanzia del grande Cantore. La povera casa, con piano terreno e poche stanzette sotto il tetto, dalle pareti ruvide, scure e corrose dalle interperie, e quella delle Roncole. Ivi nacque Giuseppe Verdi il 10 ottobre 1813. Le Roncole sono un gruppetto di case coloniche, addossate alla Chiesa parrocchiale dove Verdi suonò negli anni della fanciullezza.
In questo umile casolare dove il padre di Verdi abitava con la moglie e il figlio al piano di sopra, in stanze anguste e male arieggiate, e dove sotto teneva uno spaccio di vino e di liquori, trascorse la grama triste fanciullezza Colui che doveva diventare il più grande musicista del mondo. Chiuso, taciturno, selvatico, Giuseppe Verdi cominciò qui a manifestare, tra gli otto e i dieci anni, quella passione musicale che lo portò a diventare organista. Nella quiete agreste delle Roncole, dinnanzi alla rustica casa in cui nacque Giuseppe Verdi, nello spiazzo presso l'orto, si leva, sopra un semplice cippo di pietra, il busto in bronzo del Maestro. Sembra che guardi con occhi sereni e commossi gli ubertosi campi emiliani che si distendono dinnanzi a perdita di vista, e che ascolti la grande sinfonia agreste che accese forse un giorno, coi suoi misteriosi accordi, la sua ispirazione, quand'egli era fanciullo.
Verdi trovò nell'operosa maturità, un placido e confortevole asilo nella sua villa di S. Agata. Qui di tanto in tanto faceva ritorno a ritemprare lo spirito e il corpo, e nelle giornaliere passeggiate nel parco folto di annose piante inseguiva i fantasmi dei suoi nuovi capolavori.





