I QUARANT'ANNI DELLA "CAVALLERIA" di Alfredo Jeri
CAVALLERIA RUSTICANA atto unico di Pietro Mascagni su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci andato in scena la prima volta al Teatro Costanzi di Roma il 17 maggio 1890.
Nelle fotografie: Pietro Mascagni con i primi interpreti di "Cavalleria Rusticana" da sinistra a destra, Roberto Stagno, il Maestro Leopoldo Mugnone, Mascagni, Gemma Bellincioni e il baritono D'Ancona (Teatro Costanzi Maggio 1890) - Targioni-Tozzetti, Mascagni e Menacci com'erano ai tempi della "Cavalleria" - Mascagni con la moglie, Arduino Colasanti e Renzo Bossi - Il Maestro in un disegno del pittore Natali.
A Livorno un po' al Caffé Bardi (che ora non c'è più ma che ebbe la sua chiassosa noméa per tanti artisti e mezzi artisti che lo frequentavano) e un po' nelle aule davvero grigie dell'Istituto Tecnico, c'era da saper la storia della nascita di Cavalleria più e meglio che su una cronologia stecchita, Giovanni Targioni-Tozzetti - il buon Nanni - volentieri si indugiava a ricordare quei giorni di "incubazione" che costituirono tanta gioia e tanto orgasmo creativo per lui e Guido Menasci - cara e simpatica figura di uomo e di poeta, aristocratico al cento per cento, ma tutto mornìbidezze e gentilezze - dopo che Mascagni il terzo del trittico, decise di musicare l'angoscioso dramma del Verga.
La lezione di italiano che ci teneva il Targioni era quella fra tutte più gradita: per la rinomanza del professore, quasi ci potesse venire anche a noi un po' di lustro, e per la cordialità dell'insegnamento mai fatto pesare, sempre pieno di aneddoti, frizzante, teso allo scopo: istruire dilettando. Ora come si farebbe a dimenticare le sue letture della Scoperta dell'America e di certe poesie che scovava più qua e più là, al di fuori dei soliti testi lacromosi e rancidi? Ma più di tutto ci premeva il racconto di Cavalleria.
Quando uno non ha nome - ci diceva - non trova facilmente chi lo voglia aiutare. E Pietrino (Mascagni lo chiamava così) che voleva partecipare ... (continua)






