Da TEATRO D'OGGI Anno II - N. 4 APRILE 1954:
- " La morale della Signora Dulska " Compagnia Stabile del Teatro Pirandello di Roma
Autore: Gabriela Zapolska
La morale della Signora Dulska - tre atti di Gabriela Zapolska
La straordinaria fortuna di una commedia di una autrice polacca.
Personaggi e interpreti: PAOLA BORBONI (Signora Dulska), ENNIO BALBO (Signor Dulski), ANNA NARIA BOTTINI (Julia), ALFREDO VARELLI (Zbyszko), ANNA LELIO (Hanka),GIN MAYNO (l'inquilina), LUCIANA PASTORI (Mela), ROSSANA BORGHESI (Hesia), DORA CALINDRI (Tadrachowa).
Traduzione di Giorgio Cini. Scene di Marino Mazzacurati. Costumi di Vergoz. Regia di Lamberto Picasso.
UNA TRAGICOMMEDIA PICCOLO-BORGHESE
Gabriela Korvin Piotronska meglio conosciuta come Gabriela Zapolska, nasce nel 1860, alla vigilia della grande insurrezione polacca, a Kiwerce, nelle vicinanze di Luck, da una ricca famiglia di proprietari terrieri. Gabriela sposa a soli 18 anni, un giovane ufficiale della guardia russa. Spirito spregiudicato e coraggioso, entra presto in contrasto col marito, alla cui mentalità prussianeggiante fa complemento la grettezza di vedute propria dei proprietari terreni. Il matrimonio dura appena tre anni. La separazione dal marito segna una data importante nella vita della Zapolska, e non solo nella sua vita intima e sentimentale. Da allora, essa si dedica con tutto il suo spirito appassionato all'attività letteraria. L'attira in particolare il teatro, che le appare, il veicolo più adatto per una rapida circolazione delle sue idee. A Parigi, dove si reca qualche anno dopo, la interessa sopratutto il tentativo di uno spirito audace quanto il suo, quello del profeta del teatro moderno, Andrè Antoine. Per due anni, dal 1892 al 1894, la Zapolska recita nel Thèatre libre, intorno al quale si vanno raggruppando i giovani drammaturghi francesi, entusiasti seguaci dei canoni naturalistici di Mèdan. La sua attività di attrice è preceduta e intercalata da quella di scrittrice e di giornalista. La critica taccia i suoi primi romanzi di immoralità, la accusa di ricercare temi scollacciati e volgari per mera ricerca di popolarità. I suoi primi romanzi, da "L'anticamera dell'inferno", acuta analisi psicologica condotta nel gelido ambiente di un educandato, a "Il serraglio umano", a "Un brano della vita", mettono a nudo la bruttura morale degli ambienti della grossa borghesia. Abbandonate le scene, la Zapolska lavora alacremente a quelle che saranno le sue opere più significative, il romanzo "Kaska Kariatida" (1897) la storia di una umile donna di servizio, la commedia "La morale della Signora Dulska" (1907), "Amore di stagione" (1905) e "La donna senza macchia" (1912). Nel 1902 la scrittrice fonda e dirige a Cracovia, divenuta il centro del nuovo movimento letterario della Giovane Polonia, una scuola di arte drammatica che costituisce per anni un'ottima fucina di attori per il teatro polacco.
Il 17 dicembre 1921, Gabriela Zapolska si spegne a Leopoli,







