IL TEATRO DI TORINO
Redazione TEATRO
Sebbene in ritardo, come già giornali e riviste diffusamente, crediamo utile parlare anche noi del Teatro di Torino, il primo teatro d'arte della nostra città: il vecchio Scribe, sede un giorno della commedia francese e ultimamente quasi del tutto trascurato, è risorto a nuova eccezionale bellezza. Ricchezza nel complesso ed eleganza nei particolari. Tutto è stato rimesso a nuovo; palcoscenico, sala, locali annessi al teatro, facciata, impianti elettrici. Tutta la sala - già tappezzata con il classico color rosso - è ora intonata sul marron, in armonia con le dorature dei palchi e i rosoni delle poltrone. L'ultimo ordine dei palchi è stato abbattuto per far posto ad una galleria di 230 poltrone. La sala è rischiarata da un meraviglioso lampadario in vetro di Murano, appositamente costruito, dal diametro di tre metri e mezzo; anche le lampade dei palchi hanno subito uno spostamento, che risolve razionalmente il problema dell'illuminazione della sala. Di particolare interesse il palcoscenico che - sebbene non ancora ultimato - sarà il primo palcoscenico del genere in Italia ad imitazione di quelli già adottati in Germania, Boemia, etc. si tratta di un palcoscenico mobile composto da tre sezioni mobili e scorrevoli su rastrelliere, azionate elettricamente come ascensori. Uno speciale e modernissimo impianto elettrico permette di ottenere tutti gli effetti di luce, indispensabili alla scenotecnica moderna. Le opere di restauro e innovazione sono state eseguite su disegni e sotto la direzione del pittore Chessa; la ricostruzione del palcoscenico è stata affidata all'ing. Albertini di Milano, coaudiovato dal macchinista Sartorio, anche lui di Milano. La direzione tecnica del teatro all'ing. Gatti e quella della stagione musicale al maestro Gui.
Nelle fotografie: La nuova galleria e veduta parziale del teatro - L'atrio e la biglietteria - Una scena del "L'Italiana in Algeri" che verrà presto rappresentata nel nuovo teatro.




