Da CORRIERE DEL TEATRO Anno II - N. 3 marzo 1913:
- "La Gorgona" l'ultima commedia di Sem Benelli rappresentata a Trieste
Autore: Ettore Moschino
LA GORGONA l'ultima commedia di Sem Benelli
di Ettore Moschino
La prima rappresentazione della Gorgona fu riservata a Trieste, e ormai tutti lo sanno, fu un trionfo di italianità a cui la concezione del Benelli, accesa di amor patrio, dette un nobile spunto. Grandissime furono le dimostrazioni di simpatia al poeta, e tutti gli italiani, critici od amici, intervenuti alla bella festa d'arte, ebbero anch'essi accoglienze trionfali. Da trieste la Gorgona, con la compagnia di Gualtiero Tumiati, che la recita con grande zelo e valore, ha incominciato poi le sue peregrinazioni attraverso le principali città della penisola, e i belli e vivaci successi si susseguono con costante e ripetuta fortuna. Questa tragedia non si allontana dalle precedenti scritte dal Benelli; anzi ripete nell'ideazione e nel procedimento in special modo la tragedia della Rosmunda, e quella dell'Amore dei tre re, con maggiore amplificazione lirica. Ricordiamola: essa avviene nel XII secolo a Pisa ed il primo atto si svolge nel vecchio tempio di San Donato, ora scomparso. La chiesa è, all'alzarsi del sipario, pressochè deserta, in attesa dell'imminente sacra funzione della benedizione della flotta pisana che si appresta a salpare con gli alleati, alla conquistra di Maiorca ... ... ... il secondo atto si svolge in casa di Gorgona, dopo parecchi mesi dalla partenza della flotta pisana incontro al nemico e alla vittoria. La vergine trascorre i suoi giorni nell'isolamento, sorvegliata da una fida donna e dal vecchio servo Pietro. Con uno stratagemma quest'ultimo riesce ad introdurre di notte il giovane Lamberto, presso la giovane, che impallidisce, atterrita da tanta audacia... ... ... il terzo atto si apre sull'accampamento dei fiorentini lungo la pineta di Pisa, si è sparsa la voce, che contrariamente agli ordini del comandante, un fiorentino ha osato forzare nella notte la cerchia della custodia e di entrare nella città. Il colpevole tra l'altro è già stato fatto prigioniero, e chiunque egli sia viene dal vecchio Marcello Figuinaldo, fedele al giuramento fatto alla città presidiata condannato a morire ... ... ... nel quarto e ultimo atto, l'azione si svolge nella casa della Gorgona che affranta dall'amgoscia e dal dolore, vi è ritornata dopo aver supplicato invano per la salvezza di quegli che essa stessa col suo amore ha perduto, e che già crede morto. Il disperato e supremo incontro dei due amanti, è di una intensa tragicità. La vergine si aggrappa all'amato per contenderlo alla morte, ma Lamberto ... ... ...
... ... ... questa Gorgona continua così la bella rinascita del teatro di poesia che non può subito tramontare malgrado la poca fede e il limitato entusiasmo del pubblico e della critica. In Italia c'è la smania delle novità a qualunque costo; e tosto si accoglie un dato genere d'arte che immediatamente se ne è stanchi; e si chiede del nuovo che poi viceversa è l'antico o il dimenticato. In ogni modo, la Gorgona, contnua il suo cammino, confortata dalla sua fiamma di patria e dalla bellezza della sua cornice scenica, nella quale hanno un singolare valore i costumi pittoreschi carambiani e le scene di cui abbiamo riportato in parte i suggestivi bozzetti.





